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La caparra è valida anche se l'assegno bancario è scoperto.

 
Con la pronuncia n. 24747 del 05 dicembre 2016 la Suprema Corte di Cassazione si sofferma sulla validità dalla caparra confirmatoria in un contratto preliminare di vendita immobiliare.
 
Difatti, secondo gli ermellini, la caparra non perde la sua funzione di garanzia anche nel caso in cui l'assegno che viene materialmente corrisposto dal promissario acquirente sia privo di provvista, precisando che, la stessa garanzia viene assolta anche solo con la messa a disposizione dell'assegno e non anche con l'incasso dello stesso.
 
Tale principio trae origine da un orientamento giurisprudenziale che ritiene quale prova del pagamento la dimostrazione da parte del debitore dell'emissione e della consegna del titolo. 
 
Per questo motivo, il preliminare di compravendita immobiliare è da ritenersi valido anche se viene corrisposta, tramite assegno bancario, una caparra risultante priva di provvista.
 
Pertanto massima attenzione, accertatevi sempre che il titolo consegnato sia capiente.
 
Avv. Andrea Piro
Consulente Assoproprietari


18 gennaio 2017

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