a Bologna...
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Agenzia delle entrate : a Bologna si comprano più case.

 
E' quanto emerge dal report sotto riportato e in effetti parlando con gli agenti immobiliari della città ci viene confermato che gli appuntamenti di vendita sono aumentati molto negli ultimi mesi,confortati appunto da un numero maggiore di compravendite concluse.
Le richieste sono in particolare per le prime periferie e comunque in zone definite e ritenute più interessanti per la pulizia, sicurezza, mezzi di trasporto pubblici.
Si nota tra l'altro una sempre maggiore attenzione alla qualità degli immobili, risparmio energetico in primis e ci si rivolge quando si può alle abitazioni nuove che hanno standard nettamente superiori all'usato.
I prezzi dell'usato si mantengono stabili e nettamente più bassi del periodo pre crisi, mentre il nuovo ha in buona parte tenuto.
Grande difficoltà invece per gli appartamenti usati , in cattive condizioni sia interne che nelle parti comuni, oltre ad essere in zone non particolarmente curate dove si ha anche un senso di insicurezza.
Discorso a parte merita il Centro Città , dove il flusso turistico così in aumento porta ad investimenti per affitti brevi o similari, con buona tenuta dei valori di mercato.
Si rimarca nel report il calo di vendite di uffici e negozi, frutto della risi delle piccole attività ed ancora di una scarsa propensione degli italiani a mettersi in gioco, segnale di una preoccupazione per il futuro.
Però si può dire che qualche cosa si è mosso dopo il gelo che ha colpito il settore per una decina di anni.
Tonino Veronesi
Presidente Assoproprietari Bologna
 
Il report della agenzia delle entrate
"Sono state 130.609 le abitazioni acquistate in Italia nel periodo luglio-settembre 2018, in rialzo del 6,7% rispetto allo stesso trimestre del 2017. Bene anche gli scambi dei depositi pertinenziali (cantine e soffitte), che consolidano la crescita con un +9,2%, e di box e posti auto (+5,3%). Stabile il mercato dei negozi (+0,8%), mentre sono in calo quello degli uffici (-20,8%) e degli immobili del settore produttivo (-6,5%). Questi i principali dati che emergono dalle Statistiche trimestrali, il report dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, disponibile da oggi, che analizza il trend del real estate basandosi sulle note di trascrizione degli atti di compravendita registrati presso gli uffici di pubblicità immobiliare dell’Agenzia, incrociati con le informazioni presenti negli archivi del Catasto.
Le compravendite di abitazioni: exploit di Bologna - – Il mercato delle abitazioni continua la sua fase espansiva, con un recupero ininterrotto dal 2014 che ha quasi del tutto riassorbito le pesanti perdite registrate nel 2012. La crescita risulta più marcata nei comuni minori e nelle aree del Nord Est. Tra le grandi città, l’unica con tasso negativo è Milano (-2,4%) che interrompe la serie di rialzi dal 2013. Tutte positive le altre città: Palermo (+8,5%), Torino (+4,5%), Napoli (+3,6%), Firenze e Genova (+7,2%). Roma è la città con il maggior volume di compravendite (7.151 scambi), in crescita del 3,4% rispetto allo stesso trimestre del 2017, ma è Bologna quella che mostra il rialzo più importante: con 1.415 transazioni incrementa, infatti, il suo mercato del 23,7%.
Il mercato non residenziale - Il settore terziario-commerciale torna a registrare un dato in flessione, seppur lieve. Si tratta del primo calo dopo tredici trimestri di crescita ininterrotta. Il comparto, costituito prevalentemente da uffici, istituti di credito, negozi, edifici commerciali, depositi commerciali e autorimesse, ha realizzato 21.368 scambi (-0,3%). In particolare, a pesare di più è stato il calo di compravendite degli uffici e studi privati, che si fermano a quota 2.047. Negozi e laboratori crescono, invece, dello 0,8%, registrando 6.389 transazioni, mentre i depositi commerciali e le autorimesse incrementano le compravendite del 2,9%, con 11.753 scambi.
Dopo dodici trimestri consecutivi con il segno più, anche il settore produttivo si riporta in negativo: con poco più 2.700 transazioni, il mercato di capannoni e industrie perde il 6,5%. Torna a crescere, invece, il settore produttivo-agricolo (+3%) dopo la flessione registrata lo scorso trimestre."

10 dicembre 2018

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